giovedì 16 gennaio 2014
martedì 8 gennaio 2013
Chi è Tom Bombadil?
Vorrei evitare lunghe liste di citazioni che rendono difficile la
lettura di un post. Ma forse capire chi è Tom Bombadil con un certo
grado di sicurezza non è poi così difficile...
Innanzi
tutto Tom è sicuramente qualcosa, nel senso che Tolkien sapeva cosa era.
L'autore ha lasciato INTENZIONALMENTE l'alone di mistero sul
personaggio. Ed ha pure scritto che basta collegare i puzzle per trovare
la soluzione... Questo significa che oltre ad esistere sicuro tale
soluzione, è anche possibile trovarla perché l'ha inserita nei suoi
libri...
Ora, si può fare riferimento persino a tutte
le sue opere, ma Tolkien in vita non ebbe la fortuna di vedere
pubblicati Il Silmarillion, Racconti ritrovati e perduti, e il libro in
12 volumi sulla storia della terra di mezzo. Questo perché furono
pubblicati postumi, ed erano incompleti e mancanti di una
rivisitazione... (solo la prima parte del Silmarillion fu rivisitata e
finita, ed è l'unica che può essere presa in considerazione). Questo
significa che deduzioni che partono da questi libri potrebbero trarre in
inganno. Mentre quando lui parla di collegare il puzzle si riferisce
esclusivamente ai 3 libri: The Hobbit, Il Signore degli Anelli, e le
avventure di Tom Bombadil.
Leggendo con attenzione
tutto il capitolo del Signore degli Anelli, in ogni parola traspare che
si tratta di Dio, di Eru, Iluvatar... (Luce, potere supremo, Signore,
ecc...). Ma Tolkien ha esplicitamente detto in una sua lettera che Tom
Bombadil non è Eru.
Ora attenzione a questo passaggio:
Tom è arrivato prima di Melkor sulla Terra di Mezzo ("prima dell'Oscuro
Signore" è scritto nel Signore degli Anelli). Ma ricordiamo anche che
nella prima parte del Silmarillion (quella rivisitata e completa, e
quindi l'unica utilizzabile) si dice chiaramente che Melkor arrivò prima
di ogni altro Valar. Quindi Tom non è un Valar, un Maia, un elfo o
qualunque altra creatura creata nel Signore degli Anelli.
Anche
se mi piacerebbe, Tom non è nemmeno una personificazione di Tolkien
all'interno del romanzo. Questo per 2 motivi: 1) perché Tolkien dice
chiaramente che Tom è "lo spirito della (dissolvente) campagna di Oxford
e del Berkshire", e quindi uno spirito non può essere l'autore, e
viceversa; 2) Tolkien è già inserito nel suo universo come Beren (e la
moglie come Luthien). Lo ha persino fatto scrivere sulle loro tombe.
Aggiungiamo
tra parentesi che Frodo, dice sempre Tolkien, è la metafora del
buon Cristiano che porta la Croce (l'anello). E che come Cristo cade nel
portarla (quando non è più in forze per
portare l'anello, è Sam che lo porta per lui...). Ed alla fine quando
non riesce più ad andare avanti da solo è la Provvidenza che lo aiuta
(Gollum che scivola dentro il vulcano).
Quindi Tom
che cosa è? Simile a Dio-Eru, ma non lui... Cosa è che sussurra la via
da seguire al Cristiano e lo aiuta quando invocato? Ricordo che è Frodo a
gridare: "Aiuto! Aiuto!", e Tom subito arriva...
Tom Bombadil è lo Spirito Santo. :)
martedì 4 settembre 2012
sabato 21 luglio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Giuramento assessoriale
Le deleghe che il Sindaco mi ha assegnato hanno lo scopo di porre le basi per lo sviluppo di Militello. Dal punto di vista economico, con il mandato di procurare quanti più finanziamenti possibili, ripensare alla sagra come strumento di promozione dei prodotti tipici locali (e non solo come festa cittadina), immaginare se possibile un ampliamento della zona artigianale. Dal punto di vista sociale, con la volontà di creare nuovi spazi aggregativi e luoghi di proposta/confronto per i giovani, come le Comunità Giovanili e la Consulta Giovanile. Spero di essere all'altezza del compito affidatomi.
Giuseppe Matteo Amenta
lunedì 14 maggio 2012
Ringraziamenti...
La bandiera di Giovane Italia svetterà stoicamente sulle vette del Comune di Militello. Sarò l'Assessore di tutti, amici e cittadini di qualunque colore politico. Aiutatemi a dare inizio ad una nuova era! NOBIS!
sabato 21 aprile 2012
venerdì 9 marzo 2012
Tra cielo e terra (o qualcos’altro…)
Come nelle altre città siciliane, anche nel piccolo borgo di Militello, posto tra cielo e terra direbbe qualcuno, presto ci saranno le elezioni amministrative.
Cambiare tutto per non cambiare niente? Qui sarebbe già qualcosa… A Militello però, non si cambierà niente, per non cambiare niente. O almeno questa è l’intenzione…
Il mio caro paese è famoso infatti per il cielo dei Majorana (il deputato quasi presidente del consiglio per cui Mussolini avrebbe fatto un passo indietro, ma che morì di crepacuore poco dopo; e il fisico geniale scopritore del principio di indeterminazione, il quale però preferì buttarlo via assieme al pacchetto di sigarette dove lo aveva formalizzato). È famoso per il cielo del principe Branciforti (illuminato mecenate avvelenato dal padre per invidia), e dell’illustre Pietro Carrera (inventore dell’apertura siciliana degli scacchi, ma che nessuno cita mai). Tutte storie di poetici, ma purtroppo reali fallimenti… Risparmio ai lettori le novelle sui numerosi personaggi ancora in vita.
Purtroppo però sta diventando ancora più famoso per la terra (o fate voi cosa in sostituzione), delle innumerevoli opere incompiute che vi si trovano…
1) Il parco Santapau. Eseguito con fondi regionali, e consegnato all’amministrazione senza il dovuto collaudo. Quindi mai aperto e preda dei vandali e del tempo.
2) Il ricovero per gli anziani. Avviato ma non finito, a causa della scomparsa delle carte sulla conduzione dei lavori. Anch’esso preda della distruzione.
3) L’ex carcere mandamentale. Restaurato con fondi regionali al fine di farne un archivio storico, rimane chiuso perché i soldi sono finiti (ma i lavori no…).
4) Il macello comunale. Dopo i numerosi investimenti per la macellazione degli struzzi, viene chiuso per non spendere pochissimi euro di adeguamento richiesto dalla normativa.
5) Il pozzo idrico. Realizzato nella stessa area del pozzo precedentemente “esaurito” con l’intento di beccare una presunta falda sottostante, ma dopo meno di 10 anni già bisognoso dell’aiuto di un ulteriore pozzo…
6) Il palazzo comunale. Chiuso con l’intento di avviare dei lavori di restauro (mai partiti però), ed il cui inutile trasferimento preventivo degli uffici ha causato a cascata un mare di disagi per i cittadini, che elencherò qui di seguito…
7) Gli scantinati del museo civico. Destinati ad allestimenti per completare il polo museale, vengono occupati da uffici comunali.
8) Il museo civico. Finanziato con fondi regionali, viene smantellato per insediarvi altri uffici comunali.
9) La scuola media di contrada Porta della Terra. Chiusa per presunta inagibilità, smentita immediatamente però dal genio civile, ed in cui poco tempo dopo sono stati portati ancora altri uffici comunali.
10) La scuola media del Bisicchia. In cui invece ci sono forti dubbi sull’agibilità della struttura, ponendo seri rischi per la salute dei bambini che la frequentano…
L’elenco potrebbe ovviamente ancora continuare, ma per ovvi motivi di spazio mi fermo qui.
E sapete quali sono le risposte della vecchia classe politica locale? Di maggioranza e di finta opposizione, tanto per intenderci… Non ci crederete (sembrano assurde persino a me che le ho sentite), ma sono di questo tipo: «Per sistemare questi gravi problemi ci vogliono persone di grande esperienza, è finito il tempo dei “carusi”» (come se fosse mai iniziato direi); «I giovani sono troppo idealisti, ci vogliono invece persone affidabili di vecchio stampo, che danno sicurezza…» (sicurezza a chi, bisognerebbe chiedere…); «Le primarie sono una “minchiata”, perché non selezionano bene la classe dirigente. Sono meglio gli accordi» (o anche più convenienti per chi sa che perderebbe un confronto elettorale interno…).
Nel frattempo, i non carusi, i non idealisti, e i “non primari” (se mi permettete il termine, tanto è così che le chiamano), hanno sperperato negli anni i soldi in opere incompiute, sagre, carnevali, consulenze e missioni…
Cambiare tutto per non cambiare niente? Qui sarebbe già qualcosa… A Militello però, non si cambierà niente, per non cambiare niente. O almeno questa è l’intenzione…
Il mio caro paese è famoso infatti per il cielo dei Majorana (il deputato quasi presidente del consiglio per cui Mussolini avrebbe fatto un passo indietro, ma che morì di crepacuore poco dopo; e il fisico geniale scopritore del principio di indeterminazione, il quale però preferì buttarlo via assieme al pacchetto di sigarette dove lo aveva formalizzato). È famoso per il cielo del principe Branciforti (illuminato mecenate avvelenato dal padre per invidia), e dell’illustre Pietro Carrera (inventore dell’apertura siciliana degli scacchi, ma che nessuno cita mai). Tutte storie di poetici, ma purtroppo reali fallimenti… Risparmio ai lettori le novelle sui numerosi personaggi ancora in vita.
Purtroppo però sta diventando ancora più famoso per la terra (o fate voi cosa in sostituzione), delle innumerevoli opere incompiute che vi si trovano…
1) Il parco Santapau. Eseguito con fondi regionali, e consegnato all’amministrazione senza il dovuto collaudo. Quindi mai aperto e preda dei vandali e del tempo.
2) Il ricovero per gli anziani. Avviato ma non finito, a causa della scomparsa delle carte sulla conduzione dei lavori. Anch’esso preda della distruzione.
3) L’ex carcere mandamentale. Restaurato con fondi regionali al fine di farne un archivio storico, rimane chiuso perché i soldi sono finiti (ma i lavori no…).
4) Il macello comunale. Dopo i numerosi investimenti per la macellazione degli struzzi, viene chiuso per non spendere pochissimi euro di adeguamento richiesto dalla normativa.
5) Il pozzo idrico. Realizzato nella stessa area del pozzo precedentemente “esaurito” con l’intento di beccare una presunta falda sottostante, ma dopo meno di 10 anni già bisognoso dell’aiuto di un ulteriore pozzo…
6) Il palazzo comunale. Chiuso con l’intento di avviare dei lavori di restauro (mai partiti però), ed il cui inutile trasferimento preventivo degli uffici ha causato a cascata un mare di disagi per i cittadini, che elencherò qui di seguito…
7) Gli scantinati del museo civico. Destinati ad allestimenti per completare il polo museale, vengono occupati da uffici comunali.
8) Il museo civico. Finanziato con fondi regionali, viene smantellato per insediarvi altri uffici comunali.
9) La scuola media di contrada Porta della Terra. Chiusa per presunta inagibilità, smentita immediatamente però dal genio civile, ed in cui poco tempo dopo sono stati portati ancora altri uffici comunali.
10) La scuola media del Bisicchia. In cui invece ci sono forti dubbi sull’agibilità della struttura, ponendo seri rischi per la salute dei bambini che la frequentano…
L’elenco potrebbe ovviamente ancora continuare, ma per ovvi motivi di spazio mi fermo qui.
E sapete quali sono le risposte della vecchia classe politica locale? Di maggioranza e di finta opposizione, tanto per intenderci… Non ci crederete (sembrano assurde persino a me che le ho sentite), ma sono di questo tipo: «Per sistemare questi gravi problemi ci vogliono persone di grande esperienza, è finito il tempo dei “carusi”» (come se fosse mai iniziato direi); «I giovani sono troppo idealisti, ci vogliono invece persone affidabili di vecchio stampo, che danno sicurezza…» (sicurezza a chi, bisognerebbe chiedere…); «Le primarie sono una “minchiata”, perché non selezionano bene la classe dirigente. Sono meglio gli accordi» (o anche più convenienti per chi sa che perderebbe un confronto elettorale interno…).
Nel frattempo, i non carusi, i non idealisti, e i “non primari” (se mi permettete il termine, tanto è così che le chiamano), hanno sperperato negli anni i soldi in opere incompiute, sagre, carnevali, consulenze e missioni…
Giuseppe Matteo Amenta
mercoledì 2 novembre 2011
Gli sciacalli speculano sul Bisicchia e sulle vite dei nostri bambini
Già alcuni mesi fa siamo stati i primi a denunciare l’imbroglio che si celava dietro la chiusura della scuola media Pietro Carrera… Il genio civile, unico organismo legalmente competente a cui è stata chiesta l’opinione, ha dato parere favorevole all’apertura della struttura, dicendo inequivocabilmente che essa risultava sicura. Inoltre, controlli avvenuti in passato ad opera dell’assessorato regionale alla pubblica istruzione (dopo il crollo del tetto della scuola elementare di San Giuliano di Puglia che provocò la morte di 27 bambini ed una maestra) non hanno riscontrato nulla di anomalo nella scuola. Infine, il battesimo del fuoco del terremoto di Santa Lucia ha dimostrato che il plesso sito in contrada Porta della Terra può resistere a sismi in grado di danneggiare persino tutte le strutture limitrofe.
Perché chiuderla allora? Può bastare la relazione di un ingegnere privato (dello stesso studio dell’allora assessore Barresi) a determinare la chiusura di una struttura pubblica?
Sperando che queste considerazioni siano sempre più motivo di riflessione per i cittadini, e per gli organi competenti, vorrei invece denunciare qualcosa che, se possibile, è ancora più grave di questo fatto antecedente…
A Militello, paese mi rendo conto sempre di più influenzato da una ben “architettata” mafia, si stanno per completare dei lavori presso il Bisicchia che definire criminali è poco. L’intento è quello di adibire la struttura a plesso scolastico… Per prima cosa, le aule degli studenti sono di parecchi metri quadrati più piccole di quanto la legge prevede (Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975). Per fare un esempio una normale classe di venti alunni dovrebbe avere 36 metri quadrati di spazio (1,80 m2 per studente). Le 7 stanze attuali sono ognuna rispettivamente di circa: 20 m2, 24,40 m2, 20,80 m2, 25 m2, 30,55 m2, 29,05 m2, 26 m2. Questo arrecherà gravissimi disagi per lo sviluppo evolutivo, comportamentale e culturale dei nostri bambini. Come se cio’ non bastasse, la cosa veramente grave è l’abbattimento di mura portanti che potrebbe provocare (questo si…) il cedimento strutturale dell’edificio, causando una vera e propria strage di giovani vite innocenti! Mi riferisco ai 4 grandi vani realizzati attraverso l’unificazione, per ognuno di essi, di 2 vani più piccoli, abbattendo sempre per ognuno di essi circa 4 metri di muri portanti, e lasciandone solo una parte residuale di circa 40 cm per lato. Questo in violazione delle leggi 1086 del 1971 e 64 del 1974, che dicono che un abbattimento per essere regolare deve lasciare in piedi da un lato all’altro della porta la stessa lunghezza della porta stessa (per esempio se l’abbattimento è di 2 metri, si deve lasciare un metro a sinistra e uno a destra della medesima porta). Infine, come ciliegina sulla torta, il tetto ricostruito della struttura è abusivo, perché privo di autorizzazione del genio civile. Il comune, controllore dei normali cittadini per le opere abusive, ne compie una di propria!
Ma quanto sono costati questi lavori? Circa 200.000 €! E qui mi comincia a frullare in testa il motivo di tali operazioni…
Giochiamo quindi ad una versione locale del monopoli: militellopoli! Il comune sito presso l’ex convento Benedettino viene spostato nell’ex museo Laganà Campisi, al costo per il riadattamento ad uffici comunali di 20.000 € circa, più 35.000 € circa per il rifacimento della rete comunale (attraverso una ditta non autorizzata ad eseguire tali lavori, secondo la legge 101). D’altra parte i lavori nell’ex comune sono fermi per la colpevole mancanza da parte dell’amministrazione di una gara d’appalto, ed in conseguenza quando riprenderanno, considerando l’aumento dell’iva e dei costi, saranno molto più onerosi di prima. La scuola media Pietro Carrera dalla sua naturale ubicazione in contrada Porta della Terra, viene spostata presso il Bisicchia (struttura ideale invece per gli uffici), al costo lo abbiamo detto di 200.000 € circa. Altri uffici vengono spostati “nell’inagibile” ex scuola media presso l’atrio del castello (inagibile a detta dei suddetti ingegnere ed ex assessore, ma solo per gli studenti, non per gli impiegati) al costo del riadattamento della scuola ad uffici di 70.000 € circa. Altri uffici ancora vengono spostati presso il cosiddetto “palazzo di vetro”, dietro la scuola elementare di viale Regina Margherita, al costo di 50.000 € circa, e presso l’ex guardia medica al costo di 30.000 € circa.
Dico, ma a chi volete prendere per il sedere???
A questo punto, noi dell’associazione “LE TERMoPILI” e di “Giovane Italia” lanceremo una raccolta di firme casa per casa, per riportare la scuola media alla Porta Terra, contro le speculazioni degli sciacalli, contro l’abusivismo di stato, per la sicurezza dei nostri figli!
Quello che chiedo a questo punto, e lo chiedo a tutti quanti, è di aiutarmi in questa battaglia. Chiedo l’intervento del genio civile, del prefetto, del maresciallo dei carabinieri, degli assessorati provinciali e regionali, dei nostri giornalisti locali, della società civile, e dei partiti (compresa la parte sana del PD, che io so disgustata dal comportamento incivile e arraffista dei suoi: anche voi avete figli, nipoti, cugini e parenti che vanno in quella scuola!). Io non voglio un giorno piangere la morte dei nostri bambini in seguito ad un crollo strutturale del Bisicchia, dicendo magari a posteriori che qualcuno aveva denunciato il pericolo! Non mi interessa avere una cassandrina ragione sul futuro, voglio guardare con serenità l’avvenire di Militello, l’avvenire dei nostri figli!
Perché chiuderla allora? Può bastare la relazione di un ingegnere privato (dello stesso studio dell’allora assessore Barresi) a determinare la chiusura di una struttura pubblica?
Sperando che queste considerazioni siano sempre più motivo di riflessione per i cittadini, e per gli organi competenti, vorrei invece denunciare qualcosa che, se possibile, è ancora più grave di questo fatto antecedente…
A Militello, paese mi rendo conto sempre di più influenzato da una ben “architettata” mafia, si stanno per completare dei lavori presso il Bisicchia che definire criminali è poco. L’intento è quello di adibire la struttura a plesso scolastico… Per prima cosa, le aule degli studenti sono di parecchi metri quadrati più piccole di quanto la legge prevede (Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975). Per fare un esempio una normale classe di venti alunni dovrebbe avere 36 metri quadrati di spazio (1,80 m2 per studente). Le 7 stanze attuali sono ognuna rispettivamente di circa: 20 m2, 24,40 m2, 20,80 m2, 25 m2, 30,55 m2, 29,05 m2, 26 m2. Questo arrecherà gravissimi disagi per lo sviluppo evolutivo, comportamentale e culturale dei nostri bambini. Come se cio’ non bastasse, la cosa veramente grave è l’abbattimento di mura portanti che potrebbe provocare (questo si…) il cedimento strutturale dell’edificio, causando una vera e propria strage di giovani vite innocenti! Mi riferisco ai 4 grandi vani realizzati attraverso l’unificazione, per ognuno di essi, di 2 vani più piccoli, abbattendo sempre per ognuno di essi circa 4 metri di muri portanti, e lasciandone solo una parte residuale di circa 40 cm per lato. Questo in violazione delle leggi 1086 del 1971 e 64 del 1974, che dicono che un abbattimento per essere regolare deve lasciare in piedi da un lato all’altro della porta la stessa lunghezza della porta stessa (per esempio se l’abbattimento è di 2 metri, si deve lasciare un metro a sinistra e uno a destra della medesima porta). Infine, come ciliegina sulla torta, il tetto ricostruito della struttura è abusivo, perché privo di autorizzazione del genio civile. Il comune, controllore dei normali cittadini per le opere abusive, ne compie una di propria!
Ma quanto sono costati questi lavori? Circa 200.000 €! E qui mi comincia a frullare in testa il motivo di tali operazioni…
Giochiamo quindi ad una versione locale del monopoli: militellopoli! Il comune sito presso l’ex convento Benedettino viene spostato nell’ex museo Laganà Campisi, al costo per il riadattamento ad uffici comunali di 20.000 € circa, più 35.000 € circa per il rifacimento della rete comunale (attraverso una ditta non autorizzata ad eseguire tali lavori, secondo la legge 101). D’altra parte i lavori nell’ex comune sono fermi per la colpevole mancanza da parte dell’amministrazione di una gara d’appalto, ed in conseguenza quando riprenderanno, considerando l’aumento dell’iva e dei costi, saranno molto più onerosi di prima. La scuola media Pietro Carrera dalla sua naturale ubicazione in contrada Porta della Terra, viene spostata presso il Bisicchia (struttura ideale invece per gli uffici), al costo lo abbiamo detto di 200.000 € circa. Altri uffici vengono spostati “nell’inagibile” ex scuola media presso l’atrio del castello (inagibile a detta dei suddetti ingegnere ed ex assessore, ma solo per gli studenti, non per gli impiegati) al costo del riadattamento della scuola ad uffici di 70.000 € circa. Altri uffici ancora vengono spostati presso il cosiddetto “palazzo di vetro”, dietro la scuola elementare di viale Regina Margherita, al costo di 50.000 € circa, e presso l’ex guardia medica al costo di 30.000 € circa.Dico, ma a chi volete prendere per il sedere???
A questo punto, noi dell’associazione “LE TERMoPILI” e di “Giovane Italia” lanceremo una raccolta di firme casa per casa, per riportare la scuola media alla Porta Terra, contro le speculazioni degli sciacalli, contro l’abusivismo di stato, per la sicurezza dei nostri figli!Quello che chiedo a questo punto, e lo chiedo a tutti quanti, è di aiutarmi in questa battaglia. Chiedo l’intervento del genio civile, del prefetto, del maresciallo dei carabinieri, degli assessorati provinciali e regionali, dei nostri giornalisti locali, della società civile, e dei partiti (compresa la parte sana del PD, che io so disgustata dal comportamento incivile e arraffista dei suoi: anche voi avete figli, nipoti, cugini e parenti che vanno in quella scuola!). Io non voglio un giorno piangere la morte dei nostri bambini in seguito ad un crollo strutturale del Bisicchia, dicendo magari a posteriori che qualcuno aveva denunciato il pericolo! Non mi interessa avere una cassandrina ragione sul futuro, voglio guardare con serenità l’avvenire di Militello, l’avvenire dei nostri figli!
Giuseppe Matteo Amenta
sabato 9 luglio 2011
Onore delle armi…
Caro Antonio, oggi non ci sei più. E non potrò mai più attaccarti, con velata o meno ironia, perché probabilmente avevamo due visioni diverse del mondo, o forse solo dello sviluppo del nostro paese. Molte sono le cose che non ho condiviso della tua esperienza amministrativa, ma non sono cieco da non riconoscere che alcune cose le hai sapute fare bene.
Prima di tutto hai mantenuto la tua Umanità, non ammantandoti di quella arroganza tipica che spesso contagia chi conquista il potere. E se anche fosse vero che un sindaco non si misura dalla capacità di salutare la gente, o stargli vicino, un uomo si.
Hai saputo sicuramente mantenere un’identità netta di sinistra, in un’epoca in cui è sempre più difficile non essere contagiati dalla malattia della moderazione centrista.
Hai rinunciato al tuo orgoglio, in occasioni allegre come quelle delle sagre organizzate con Nello Musumeci, quando per il bene del paese ti sei “alleato con il diavolo”, e ti sei fatto cantare da lui una volta, in un noto locale di Militello, davanti ad una folla divertita, la famosa canzone di Jimmy Fontana: “tu sarai sempre regina ed io il tuo re”.
Hai chiesto agli impiegati comunali tutti, un maggior impegno, ed anche se non so quali risultati hai ottenuto, almeno ci hai provato.
Ricordo bene il momento più bello della tua vita, o almeno di quella politica… Quindici giorni dopo quello più brutto della mia (sempre politica), uscito sconfitto dalla competizione comunale con soli 22 voti, a vent’anni, tradito dal mio stesso sangue. Quando la notte di un 7 giugno (data del mio compleanno) di diversi anni fa, ricevesti la notizia della tua 2° rielezione, in un ballottaggio impossibile da vincere, in cui nemmeno tu credevi. Te lo lessi negli occhi, l’acme, l’apogeo, la massima gioia, che toglie il respiro, ed anche se nessuno forse lo ricorda, ti avvicinasti a me e mi abbracciasti chiamandomi per nome, per condividere la tua felicità.
Ed alla fine, anche parlando con i tuoi amici, per quanto tragico possa essere, hai avuto il funerale che forse avresti desiderato. Probabilmente tra vent’anni, quando non saresti più stato sindaco di Militello, non ci sarebbe stata tutta quella gente. Ricordo la triste e solitaria dipartita dell’ex sindaco Cottone… E non ci sarebbe stata nemmeno l’idea romantica del sindaco ciclista, volato via per la sua passione.
Cosa dirti di più? La mia tomba è di fronte alla tua, spero per me il più tardi possibile, continueremo a litigare nell’aldilà.
Prima di tutto hai mantenuto la tua Umanità, non ammantandoti di quella arroganza tipica che spesso contagia chi conquista il potere. E se anche fosse vero che un sindaco non si misura dalla capacità di salutare la gente, o stargli vicino, un uomo si.
Hai saputo sicuramente mantenere un’identità netta di sinistra, in un’epoca in cui è sempre più difficile non essere contagiati dalla malattia della moderazione centrista.
Hai rinunciato al tuo orgoglio, in occasioni allegre come quelle delle sagre organizzate con Nello Musumeci, quando per il bene del paese ti sei “alleato con il diavolo”, e ti sei fatto cantare da lui una volta, in un noto locale di Militello, davanti ad una folla divertita, la famosa canzone di Jimmy Fontana: “tu sarai sempre regina ed io il tuo re”.
Hai chiesto agli impiegati comunali tutti, un maggior impegno, ed anche se non so quali risultati hai ottenuto, almeno ci hai provato.
Ricordo bene il momento più bello della tua vita, o almeno di quella politica… Quindici giorni dopo quello più brutto della mia (sempre politica), uscito sconfitto dalla competizione comunale con soli 22 voti, a vent’anni, tradito dal mio stesso sangue. Quando la notte di un 7 giugno (data del mio compleanno) di diversi anni fa, ricevesti la notizia della tua 2° rielezione, in un ballottaggio impossibile da vincere, in cui nemmeno tu credevi. Te lo lessi negli occhi, l’acme, l’apogeo, la massima gioia, che toglie il respiro, ed anche se nessuno forse lo ricorda, ti avvicinasti a me e mi abbracciasti chiamandomi per nome, per condividere la tua felicità.
Ed alla fine, anche parlando con i tuoi amici, per quanto tragico possa essere, hai avuto il funerale che forse avresti desiderato. Probabilmente tra vent’anni, quando non saresti più stato sindaco di Militello, non ci sarebbe stata tutta quella gente. Ricordo la triste e solitaria dipartita dell’ex sindaco Cottone… E non ci sarebbe stata nemmeno l’idea romantica del sindaco ciclista, volato via per la sua passione.
Cosa dirti di più? La mia tomba è di fronte alla tua, spero per me il più tardi possibile, continueremo a litigare nell’aldilà.
Giuseppe Matteo Amenta
…e festival degli sciacalli
Uno dei pochi momenti nella mia vita in cui ho pensato seriamente di lasciare la politica è stato questo… Di fronte alla commozione di un’intera cittadinanza, non mi sarei mai aspettato di vedere l’indecente spettacolo a cui ho assistito, da tutte le parti. Chissà quando si voterà, chissà quando arriverà il commissario, e già siamo in piena campagna elettorale.
Stendiamo un velo pietoso sui comizi fatti durante il funerale, che non voglio nemmeno commentare… (l’unica persona sincera mi è sembrata l’ex sindaco di Militello Paolino Eremita).
Voci di svariate riunioni del PD, alla presenza del solito deputato locale, si sono intercosse, mentre l’MPA ha riunito i suoi al cospetto del “buon” Raffaele già il giorno stesso del funerale. A destra, come al solito tristemente accade, è ripartito il toto sindaco, che vede come aspiranti alla carica di futuro primo cittadino di Militello, più candidati di quanti ce ne siano per il consiglio comunale. Viceversa, i nomi che girano a sinistra, almeno per adesso, sono solo 4 (si fa per dire): Nicoletta Messina, Giuseppe Cusumano (probabile), Mario Gambera (sicuramente il migliore), e sorpresa delle sorprese Nicola Carrera.
Si percepisce anche una certa manovra di “avvicinamento” (già sperimentata a livello regionale) dell’MPA al PD. Saranno contenti gli elettori del Partito Democratico…
Di rinnovamento della classe politica infine, nessuno ne parla. Cosa si può aggiungere ancora? Chi può, cambi paese…
Stendiamo un velo pietoso sui comizi fatti durante il funerale, che non voglio nemmeno commentare… (l’unica persona sincera mi è sembrata l’ex sindaco di Militello Paolino Eremita).
Voci di svariate riunioni del PD, alla presenza del solito deputato locale, si sono intercosse, mentre l’MPA ha riunito i suoi al cospetto del “buon” Raffaele già il giorno stesso del funerale. A destra, come al solito tristemente accade, è ripartito il toto sindaco, che vede come aspiranti alla carica di futuro primo cittadino di Militello, più candidati di quanti ce ne siano per il consiglio comunale. Viceversa, i nomi che girano a sinistra, almeno per adesso, sono solo 4 (si fa per dire): Nicoletta Messina, Giuseppe Cusumano (probabile), Mario Gambera (sicuramente il migliore), e sorpresa delle sorprese Nicola Carrera.
Si percepisce anche una certa manovra di “avvicinamento” (già sperimentata a livello regionale) dell’MPA al PD. Saranno contenti gli elettori del Partito Democratico…
Di rinnovamento della classe politica infine, nessuno ne parla. Cosa si può aggiungere ancora? Chi può, cambi paese…
Giuseppe Matteo Amenta
sabato 18 giugno 2011
domenica 10 aprile 2011
Il bello, il brutto, il cretino

Vi ricordate il famoso film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia? Quello che faceva la parodia al ben più celebre lungometraggio di Sergio Leone… Beh, la situazione contemporanea di Militello mi ricorda molto da vicino quella pellicola, purtroppo.
Nell’antico paese barocco del West (West di Catania), dove i fuorilegge possono compiere indisturbati tutti i loro sporchi affari, coperti da una politica che, tanto per usare un eufemismo, è un po’ distratta (vedasi gli accadimenti sull’ex carcere mandamentale solo per fare qualche esempio), ci sono 3 personaggi che cercano disperatamente e con ogni mezzo di mettere le mani sul “tesoro”. Questi ricoprono cariche politiche di prestigio, e se non fossero drammaticamente reali sarebbero persino divertenti…
Il primo di loro veste sempre molto elegante, e possiede anche un certo “stile”. Discende da una nobile famiglia locale (intrecciata un tempo con una ben più nota e potente famiglia, della quale faceva parte pure un ex presidente della regione mafioso), ed è per questo designato a ruoli di primo piano nella futura politica militellese (si dice che debba succedere all’attuale sindaco alle prossime elezioni). Ha affari nella spazzatura (di Talleyrand si diceva: «Una merda in calze di seta»), e sa ben differenziare i suoi stipendi (uno per il suo lavoro, uno per la carica ricoperta, ed uno per i suoi suddetti affari).
Il secondo è meno elegante del primo, e dei 3 sicuramente il più antipatico (anche se umanamente il migliore). La sua bruttezza non riguarda propriamente l’aspetto fisico, quanto piuttosto il modo di fare politica, farcito di noiose parole pseudo radical chic, e slogan di vario genere, ricoperti però da una sostanziale e sostanziosa (per lui) realpolitik. È responsabile della chiusura dello sportello unico per le imprese (chissà perché), e di un vecchio discutibile contratto con una ditta di metanizzazione in odore di mafia. Si appresta inoltre a portare a termine una spartizione dei lotti della zona artigianale non proprio trasparente (mi posso anche sbagliare, ma invito i cittadini ad informarsi su quali saranno le ditte che prenderanno possesso dei terreni). In più ha scambiato il comune per un’agenzia di viaggi, date le sue numerose trasferte…
Il terzo infine è il più rozzo, e si comporta in maniera più istintiva, con gli illogici pensieri tipici di una bestia ferita. In passato è diventato famoso per essere stato “penetrato” da un vescovo, e alla provincia lo conoscono tutti come “u porta scacciati” (per via di una sua servile abitudine, seguita quando si allontana da risate e pettegolezzi vari). Ultimamente ha dato spettacolo su alcune televisioni per i ben noti fatti di Mineo (alla faccia della tolleranza e della solidarietà, e meno male che gli xenofobi sono quelli di destra!). Ma la sua cretinaggine deve ancora dare il meglio di se, quando alle prossime elezioni comunali non sarà nemmeno ricandidato…
Ora la domanda è: chi si fregherà il tesoro? Se vi ricordate il film, alla fine sarà la prostituta, pardon, essendo gli attori siciliani, la burtana…
Nell’antico paese barocco del West (West di Catania), dove i fuorilegge possono compiere indisturbati tutti i loro sporchi affari, coperti da una politica che, tanto per usare un eufemismo, è un po’ distratta (vedasi gli accadimenti sull’ex carcere mandamentale solo per fare qualche esempio), ci sono 3 personaggi che cercano disperatamente e con ogni mezzo di mettere le mani sul “tesoro”. Questi ricoprono cariche politiche di prestigio, e se non fossero drammaticamente reali sarebbero persino divertenti…
Il primo di loro veste sempre molto elegante, e possiede anche un certo “stile”. Discende da una nobile famiglia locale (intrecciata un tempo con una ben più nota e potente famiglia, della quale faceva parte pure un ex presidente della regione mafioso), ed è per questo designato a ruoli di primo piano nella futura politica militellese (si dice che debba succedere all’attuale sindaco alle prossime elezioni). Ha affari nella spazzatura (di Talleyrand si diceva: «Una merda in calze di seta»), e sa ben differenziare i suoi stipendi (uno per il suo lavoro, uno per la carica ricoperta, ed uno per i suoi suddetti affari).
Il secondo è meno elegante del primo, e dei 3 sicuramente il più antipatico (anche se umanamente il migliore). La sua bruttezza non riguarda propriamente l’aspetto fisico, quanto piuttosto il modo di fare politica, farcito di noiose parole pseudo radical chic, e slogan di vario genere, ricoperti però da una sostanziale e sostanziosa (per lui) realpolitik. È responsabile della chiusura dello sportello unico per le imprese (chissà perché), e di un vecchio discutibile contratto con una ditta di metanizzazione in odore di mafia. Si appresta inoltre a portare a termine una spartizione dei lotti della zona artigianale non proprio trasparente (mi posso anche sbagliare, ma invito i cittadini ad informarsi su quali saranno le ditte che prenderanno possesso dei terreni). In più ha scambiato il comune per un’agenzia di viaggi, date le sue numerose trasferte…
Il terzo infine è il più rozzo, e si comporta in maniera più istintiva, con gli illogici pensieri tipici di una bestia ferita. In passato è diventato famoso per essere stato “penetrato” da un vescovo, e alla provincia lo conoscono tutti come “u porta scacciati” (per via di una sua servile abitudine, seguita quando si allontana da risate e pettegolezzi vari). Ultimamente ha dato spettacolo su alcune televisioni per i ben noti fatti di Mineo (alla faccia della tolleranza e della solidarietà, e meno male che gli xenofobi sono quelli di destra!). Ma la sua cretinaggine deve ancora dare il meglio di se, quando alle prossime elezioni comunali non sarà nemmeno ricandidato…
Ora la domanda è: chi si fregherà il tesoro? Se vi ricordate il film, alla fine sarà la prostituta, pardon, essendo gli attori siciliani, la burtana…
Giuseppe Matteo Amenta
giovedì 10 febbraio 2011
martedì 13 luglio 2010
lunedì 3 maggio 2010
“Un fascista di merda”
“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”
Dante Alighieri
“Militello è fabbricata a cesso, l’infamità si trova ad ogni passo, l’acqua che scorre nel canale stesso è avvelenata a tasso, amara a colui che si vede spesso dell’infamità è condannato al falso. Militello terra senza conforto di acqua, vento e campane a morto”
Poeta e Architetto Sciré
(autore della facciata della Chiesa del Circolo)
(autore della facciata della Chiesa del Circolo)
Giorno 14 aprile 2010 a Militello si è consumata l’ennesima sceneggiata napoletana, purtroppo. E ancora una volta, io, mi trovo in imbarazzo a dover difendere Salvatore Garufi, zio mio da parte di madre, con il quale tra l’altro sono spesso in contrasto. Ma la stupidità, ed in questo caso ahimè anche l’ignoranza, devono essere lavate con il sangue (giornalisticamente parlando).
Ecco i fatti: il professore Garufi tramite l’associazione culturale “Le Termopili”, editrice del nostro giornale “Il Vallo”, collabora con il comune di Scordia per l’organizzazione di una mostra d’arte, e in particolare del suo catalogo. Tra lodi dispensate agli artisti (di cui 3 militellesi) e analisi socio-politico-culturali, ha scritto: “A differenza di Militello, dove c’è il vuoto tra i rarissimi alfabetizzati e la plebaglia miserabile, Scordia ha una sua classe media.”. Tale provocatoria considerazione, di carattere evidentemente sociologico, vuole servire da pungolo ed esprimere in maniera del tutto ovvia un semplice concetto (semplice per una persona appunto “alfabetizzata”), e cioè: A Militello ci sono persone ignoranti, come pure istruite, e questo vale anche per Scordia (e per estensione per tutto il mondo), ma Scordia possiede in più una classe media. Quindi i due paesi sono messi sullo stesso piano, basta però mettersi d’accordo su cosa si intende per classe media. Bene, secondo anche l’idea marxista della storia e della società, la cultura è un riflesso dell’economia, che traducendo significa, diceva sempre il mio professore di filosofia Ragusa: “più soldi ci sono, più tempo c’è pi parrari de minchiati!”. Vecchia, saggia, Filosofia…
Ora se da una parte “plebaglia miserabile” significa, solo per fare qualche esempio, la miserabile gente che anche quarantenne ancora vive sulle spalle della pensione dei propri parenti, e per “rarissimi alfabetizzati” si intendono gli appunto rari in percentuale abitanti laureati o professionisti che lavorano con impieghi statali o grazie alle loro conoscenze (medici, insegnanti, tecnici, ecc…), la classe media è la classe imprenditoriale che fa girare l’economia di una cittadina (imprenditori, artigiani, ecc…). Bene, in tutta sincerità, e salvo le dovute eccezioni, secondo voi esiste una classe di questo tipo a Militello? E, sempre secondo voi, ne esiste una a Scordia? Rispondendo a questa domanda scoprirete la verità.
Col solito rammarico di sempre però, siamo purtroppo costretti a rilevare anche questa volta, che la classe della “miserabile plebaglia” trova a Militello i suoi più mirabili esempi proprio in quella della politica locale, di destra e di sinistra, consiliare e amministrativa (anche se di destra a dire il vero ce n’è ben poca, data l’assenza del PDL…).
A tal proposito vi basterà guardare il video integrale del consiglio comunale in oggetto, pubblicato sul nostro sito www.ilvallo.it, per farvi un’opinione dei personaggi carnascialeschi che vi si trovano (beh, se qualcuno si preoccupava della brutta figura procurata da questa frase, figuriamoci adesso che i cittadini scordiensi, ramacchesi, menenini, caltagironesi, e così via, vedranno questo filmato…). Ma per capire quanta stupidità, confusione, cretinaggine, e soprattutto ignoranza, aleggi in questo ambiente, facciamo qualche esempio:
Giuseppe Ragusa, assessore alla Cultura: “Supra a Pupa, a Bambola del corridoio… S’è fatta molta speculazione su questa cosa qui, come se io oppure il sindaco abbiamo fatto togliere in concomitanza dell’apparizione di questo catalogo, quindi come una sorta diciamo così di ritorsione nei confronti di queste frasi qui. Non è assolutamente vero. Innanzi tutto non è un’opera d’arte poiché rappresenta un pezzo di una scenografia teatrale di un teatro fatto in polisterolo”. Che coooosa? Quindi le scenografie teatrali non sono opere d’arte? Speriamo non lo senta Dario Fo! Ma continuiamo: “Secondariamente la motivazione vera per cui è stata tolta” è che al suo posto “sarà presentato il restauro della spada del principe Branciforti, che certamente ha un valore superiore rispetto a sa pupa, sia in termini affettivi per la città, sia in termini dei beni culturali. La collocazione e l’esposizione del restauro della spada esattamente sarà nel luogo dove c’era a pupa”. Ora, a parte che la stanza dove si trovano i quadri di Don Francesco Branciforti e Donna Giovanna D’Austria è, e rimane, la collocazione naturale per questa spada, ma poi siamo proprio sicuri che per costruire qualcosa è necessario distruggere cio’ che già esiste? Ah già dimenticavo, questa è l’amministrazione che ha sulla coscienza la morte di un museo… E il trilaureato politico ha anche il coraggio di negarlo! Mi spieghi allora dove sono finiti i quadri di Santo Marino, e le stanze adibite a museo dell’ala sinistra dell’edificio, e i quadri del corridoio, e il perché nei sotterranei c’è l’ufficio tecnico. L’assessore Ragusa dovrebbe a nostro parere pensare seriamente alle dimissioni…
Marcello Belluomo, che confonde: “Il problema è che noi stiamo presentando una mozione su uno scritto su una mostra che è stata presentata in un altro paese, dove i cittadini di Militello vengono definiti alfabetizzati e plebaglia miserabile”, ma alfabetizzati non è mica un insulto! E poi continua, dimostrando che il suo non è un lapsus: il professore Garufi: “con ogni probabilità” se rieletto “avrebbe continuato a fare l’assessore alla Cultura di un popolo di analfabetizzati e plebaglia miserabile”. Ma chi ha parlato di analfabetizzati?
Salvatore Ferranti, che dimostra quanto l’ideologia e la lotta politica possano spesso offuscare il cervello: “La mozione è una richiesta di presa di posizione contro chi ha commissionato e chi ha patrocinato questa pubblicazione nella quale è contenuta questa dichiarazione. Perché è ovvio che nessuno vuole né denunciare, né discutere il diritto di parlare oppure di esistere, né censurare chicchessia. Questo è di tutta evidenza”. Ma rivolgersi contro i patrocinatori allora secondo lui cosa significa? Berlusconi, da tutti accusato di censura contro Santoro, non ha mica “denunciato”, discusso il diritto di “parlare” o di “esistere” di Santoro, ma si è appunto rivolto ai patrocinatori! (la RAI). E poi infine, l’assurda contraddizione con tutto il suo pensiero: “Non abbiamo capito, per esempio, il senso del conferimento a pioggia di cittadinanze onorarie, né di premi Majorana a personalità, si di rilievo, ma lontane, lontane dalla nostra comunità, tanto che oggi pochi se ne ricordano. Pietrangelo Buttafuoco, chi era costui?”, quindi sta dicendo che i militellesi, che non ricordano uno dei maggiori scrittori italiani moderni, sono degli ignoranti. Ma non era quello che voleva negare?
Sul sindaco e sulle altre personalità di maggioranza e minoranza questa volta preferisco sorvolare, si commentano da sole, basta sentire quello che dicono…
A questo punto vi chiederete il motivo di tanto rumore. Lo stesso dottor Ferranti sostiene che forse è la collera a muovere la penna dello scrittore, la collera contro la città che non ha votato la sua parte politica alle scorse elezioni amministrative. Beh, forse è vero… Come pure probabilmente è vero che il motivo per cui la sinistra si scalda tanto per questa cosa, è che il professore Garufi, insieme al gruppo legato a Il Vallo e al PDL, siano rimasti, da destra, l’unica vera opposizione al loro modo di amministrare. Ad ognuno le sue verità…
Io per esempio ne ho una mia personale, che riguarda l’odio pregiudiziale nei confronti di chi è di destra, di chi secondo loro, in modo dispregiativo, è “fascista”. Lo sento addosso sin dalla scuola elementare. Essere di sinistra in questo mondo è più facile, ci si porta appresso l’idea di ribellione, vera o presunta, e si ha pure un discreto successo con le ragazze… Il fascista invece, anche nel caso sia veramente un ribelle, in Italia non può esserlo, per definizione.
A proposito cari concittadini, la mozione alla fine è stata ritirata, fingendo un patetico tentativo di non creare “un nuovo Silvio Pellico”. Ma la verità è che i promotori non avrebbero avuto i numeri per farla passare, 2 consiglieri della maggioranza infatti avevano già minacciato di votare contro, e durante la discussione hanno abbandonato l’aula. La città in compenso, riflette giustamente Giovanni Incastone, segretario locale di Rifondazione Comunista: “ha perso almeno 600 euro per un consiglio comunale inutile. Con tutti i problemi seri che ci sono a Militello!”. E già, come dargli torto…
Vi chiederete a questo punto il motivo del titolo. Beh, una voce appartenente alla maggioranza, quando si parlava di Pietrangelo Buttafuoco, alla domanda del consigliere Ferranti su chi fosse tale personaggio ha risposto: “Un fascista di merda”.
Ecco i fatti: il professore Garufi tramite l’associazione culturale “Le Termopili”, editrice del nostro giornale “Il Vallo”, collabora con il comune di Scordia per l’organizzazione di una mostra d’arte, e in particolare del suo catalogo. Tra lodi dispensate agli artisti (di cui 3 militellesi) e analisi socio-politico-culturali, ha scritto: “A differenza di Militello, dove c’è il vuoto tra i rarissimi alfabetizzati e la plebaglia miserabile, Scordia ha una sua classe media.”. Tale provocatoria considerazione, di carattere evidentemente sociologico, vuole servire da pungolo ed esprimere in maniera del tutto ovvia un semplice concetto (semplice per una persona appunto “alfabetizzata”), e cioè: A Militello ci sono persone ignoranti, come pure istruite, e questo vale anche per Scordia (e per estensione per tutto il mondo), ma Scordia possiede in più una classe media. Quindi i due paesi sono messi sullo stesso piano, basta però mettersi d’accordo su cosa si intende per classe media. Bene, secondo anche l’idea marxista della storia e della società, la cultura è un riflesso dell’economia, che traducendo significa, diceva sempre il mio professore di filosofia Ragusa: “più soldi ci sono, più tempo c’è pi parrari de minchiati!”. Vecchia, saggia, Filosofia…
Ora se da una parte “plebaglia miserabile” significa, solo per fare qualche esempio, la miserabile gente che anche quarantenne ancora vive sulle spalle della pensione dei propri parenti, e per “rarissimi alfabetizzati” si intendono gli appunto rari in percentuale abitanti laureati o professionisti che lavorano con impieghi statali o grazie alle loro conoscenze (medici, insegnanti, tecnici, ecc…), la classe media è la classe imprenditoriale che fa girare l’economia di una cittadina (imprenditori, artigiani, ecc…). Bene, in tutta sincerità, e salvo le dovute eccezioni, secondo voi esiste una classe di questo tipo a Militello? E, sempre secondo voi, ne esiste una a Scordia? Rispondendo a questa domanda scoprirete la verità.
Col solito rammarico di sempre però, siamo purtroppo costretti a rilevare anche questa volta, che la classe della “miserabile plebaglia” trova a Militello i suoi più mirabili esempi proprio in quella della politica locale, di destra e di sinistra, consiliare e amministrativa (anche se di destra a dire il vero ce n’è ben poca, data l’assenza del PDL…).
A tal proposito vi basterà guardare il video integrale del consiglio comunale in oggetto, pubblicato sul nostro sito www.ilvallo.it, per farvi un’opinione dei personaggi carnascialeschi che vi si trovano (beh, se qualcuno si preoccupava della brutta figura procurata da questa frase, figuriamoci adesso che i cittadini scordiensi, ramacchesi, menenini, caltagironesi, e così via, vedranno questo filmato…). Ma per capire quanta stupidità, confusione, cretinaggine, e soprattutto ignoranza, aleggi in questo ambiente, facciamo qualche esempio:
Giuseppe Ragusa, assessore alla Cultura: “Supra a Pupa, a Bambola del corridoio… S’è fatta molta speculazione su questa cosa qui, come se io oppure il sindaco abbiamo fatto togliere in concomitanza dell’apparizione di questo catalogo, quindi come una sorta diciamo così di ritorsione nei confronti di queste frasi qui. Non è assolutamente vero. Innanzi tutto non è un’opera d’arte poiché rappresenta un pezzo di una scenografia teatrale di un teatro fatto in polisterolo”. Che coooosa? Quindi le scenografie teatrali non sono opere d’arte? Speriamo non lo senta Dario Fo! Ma continuiamo: “Secondariamente la motivazione vera per cui è stata tolta” è che al suo posto “sarà presentato il restauro della spada del principe Branciforti, che certamente ha un valore superiore rispetto a sa pupa, sia in termini affettivi per la città, sia in termini dei beni culturali. La collocazione e l’esposizione del restauro della spada esattamente sarà nel luogo dove c’era a pupa”. Ora, a parte che la stanza dove si trovano i quadri di Don Francesco Branciforti e Donna Giovanna D’Austria è, e rimane, la collocazione naturale per questa spada, ma poi siamo proprio sicuri che per costruire qualcosa è necessario distruggere cio’ che già esiste? Ah già dimenticavo, questa è l’amministrazione che ha sulla coscienza la morte di un museo… E il trilaureato politico ha anche il coraggio di negarlo! Mi spieghi allora dove sono finiti i quadri di Santo Marino, e le stanze adibite a museo dell’ala sinistra dell’edificio, e i quadri del corridoio, e il perché nei sotterranei c’è l’ufficio tecnico. L’assessore Ragusa dovrebbe a nostro parere pensare seriamente alle dimissioni…
Marcello Belluomo, che confonde: “Il problema è che noi stiamo presentando una mozione su uno scritto su una mostra che è stata presentata in un altro paese, dove i cittadini di Militello vengono definiti alfabetizzati e plebaglia miserabile”, ma alfabetizzati non è mica un insulto! E poi continua, dimostrando che il suo non è un lapsus: il professore Garufi: “con ogni probabilità” se rieletto “avrebbe continuato a fare l’assessore alla Cultura di un popolo di analfabetizzati e plebaglia miserabile”. Ma chi ha parlato di analfabetizzati?
Salvatore Ferranti, che dimostra quanto l’ideologia e la lotta politica possano spesso offuscare il cervello: “La mozione è una richiesta di presa di posizione contro chi ha commissionato e chi ha patrocinato questa pubblicazione nella quale è contenuta questa dichiarazione. Perché è ovvio che nessuno vuole né denunciare, né discutere il diritto di parlare oppure di esistere, né censurare chicchessia. Questo è di tutta evidenza”. Ma rivolgersi contro i patrocinatori allora secondo lui cosa significa? Berlusconi, da tutti accusato di censura contro Santoro, non ha mica “denunciato”, discusso il diritto di “parlare” o di “esistere” di Santoro, ma si è appunto rivolto ai patrocinatori! (la RAI). E poi infine, l’assurda contraddizione con tutto il suo pensiero: “Non abbiamo capito, per esempio, il senso del conferimento a pioggia di cittadinanze onorarie, né di premi Majorana a personalità, si di rilievo, ma lontane, lontane dalla nostra comunità, tanto che oggi pochi se ne ricordano. Pietrangelo Buttafuoco, chi era costui?”, quindi sta dicendo che i militellesi, che non ricordano uno dei maggiori scrittori italiani moderni, sono degli ignoranti. Ma non era quello che voleva negare?
Sul sindaco e sulle altre personalità di maggioranza e minoranza questa volta preferisco sorvolare, si commentano da sole, basta sentire quello che dicono…
A questo punto vi chiederete il motivo di tanto rumore. Lo stesso dottor Ferranti sostiene che forse è la collera a muovere la penna dello scrittore, la collera contro la città che non ha votato la sua parte politica alle scorse elezioni amministrative. Beh, forse è vero… Come pure probabilmente è vero che il motivo per cui la sinistra si scalda tanto per questa cosa, è che il professore Garufi, insieme al gruppo legato a Il Vallo e al PDL, siano rimasti, da destra, l’unica vera opposizione al loro modo di amministrare. Ad ognuno le sue verità…
Io per esempio ne ho una mia personale, che riguarda l’odio pregiudiziale nei confronti di chi è di destra, di chi secondo loro, in modo dispregiativo, è “fascista”. Lo sento addosso sin dalla scuola elementare. Essere di sinistra in questo mondo è più facile, ci si porta appresso l’idea di ribellione, vera o presunta, e si ha pure un discreto successo con le ragazze… Il fascista invece, anche nel caso sia veramente un ribelle, in Italia non può esserlo, per definizione.
A proposito cari concittadini, la mozione alla fine è stata ritirata, fingendo un patetico tentativo di non creare “un nuovo Silvio Pellico”. Ma la verità è che i promotori non avrebbero avuto i numeri per farla passare, 2 consiglieri della maggioranza infatti avevano già minacciato di votare contro, e durante la discussione hanno abbandonato l’aula. La città in compenso, riflette giustamente Giovanni Incastone, segretario locale di Rifondazione Comunista: “ha perso almeno 600 euro per un consiglio comunale inutile. Con tutti i problemi seri che ci sono a Militello!”. E già, come dargli torto…
Vi chiederete a questo punto il motivo del titolo. Beh, una voce appartenente alla maggioranza, quando si parlava di Pietrangelo Buttafuoco, alla domanda del consigliere Ferranti su chi fosse tale personaggio ha risposto: “Un fascista di merda”.
Giuseppe Matteo Amenta
giovedì 15 aprile 2010
mercoledì 30 dicembre 2009
Il sindaco distruttore (parte prima)
Riflettendo in questi giorni su chi sia stato il peggior sindaco di Militello, non posso, nonostante tutto, non dare il primato a Baldanza (distruzione del castello, di piazza Santa Maria della Stella, ecc…). Dico nonostante tutto perché, a mio parere, lo segue a breve distanza l’attuale sindaco Antonio Lo Presti. Ed è triste che perfino in questa classifica in negativo, lui non riesca ad arrivare primo… Motivo per cui voglio aiutarlo, presentando ai cittadini alcune delle sue mirabili imprese, affinché possano decidere in tutta coscienza, e in democrazia, il vincitore! Potranno votare per il loro (s)preferito sul mio sito, e scegliere inoltre anche il peggiore assessore dell’attuale amministrazione! Buon divertimento allora, e dateci dentro!
Per iniziare, a favore della sua candidatura, citiamo uno dei disastri più recenti: la vendita dell’acqua di Militello al consorzio SIE. Dovete sapere, miei amati concittadini, che una normativa precisa obbliga i comuni a consorziare le risorse idriche, questo perché l’acqua è un bene di tutti. L’amministrazione così, in osservanza di tale normativa, ha deliberato di entrare in questo consorzio (con un contratto firmato dal sindaco a gennaio, e una delibera di giunta presentata ad aprile). E fin qui, apparentemente, niente di strano. Se non fosse per il fatto che la legge obbliga si a consorziarsi, ma non ad aderire ad uno specifico consorzio… In particolare il consorzio SIE conta oltre 50 comuni, tra cui anche Catania, e sarà letteralmente impossibile far valere le proprie ragioni contro un’altra cinquantina di realtà. È come se un bel giorno io, proprietario di una casa, firmassi un contratto che divide la gestione del mio immobile con altri 50 inquilini! Non era forse meglio creare un consorzio più piccolo con i comuni limitrofi (e soprattutto lasciando fuori Catania), in maniera tale da dividere la gestione con meno enti?
Certo appare strano che il sindaco di Caltagirone, compagno di partito dell’attuale sindaco, nonché risaputamene complice della sua ricandidatura, è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di tale consorzio. Posso mai credere che il sindaco si sia venduta l’acqua del proprio paese per favorire un amico?
Qualunque sia la verità, i cittadini di Militello dovranno ormai rassegnarsi a pagare delle bollette salatissime. Ma alla fine di cosa dobbiamo preoccuparci? Cari concittadini, questo scherzetto non durerà poi così tanto, appena 30 anni!
Per iniziare, a favore della sua candidatura, citiamo uno dei disastri più recenti: la vendita dell’acqua di Militello al consorzio SIE. Dovete sapere, miei amati concittadini, che una normativa precisa obbliga i comuni a consorziare le risorse idriche, questo perché l’acqua è un bene di tutti. L’amministrazione così, in osservanza di tale normativa, ha deliberato di entrare in questo consorzio (con un contratto firmato dal sindaco a gennaio, e una delibera di giunta presentata ad aprile). E fin qui, apparentemente, niente di strano. Se non fosse per il fatto che la legge obbliga si a consorziarsi, ma non ad aderire ad uno specifico consorzio… In particolare il consorzio SIE conta oltre 50 comuni, tra cui anche Catania, e sarà letteralmente impossibile far valere le proprie ragioni contro un’altra cinquantina di realtà. È come se un bel giorno io, proprietario di una casa, firmassi un contratto che divide la gestione del mio immobile con altri 50 inquilini! Non era forse meglio creare un consorzio più piccolo con i comuni limitrofi (e soprattutto lasciando fuori Catania), in maniera tale da dividere la gestione con meno enti?
Certo appare strano che il sindaco di Caltagirone, compagno di partito dell’attuale sindaco, nonché risaputamene complice della sua ricandidatura, è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di tale consorzio. Posso mai credere che il sindaco si sia venduta l’acqua del proprio paese per favorire un amico?
Qualunque sia la verità, i cittadini di Militello dovranno ormai rassegnarsi a pagare delle bollette salatissime. Ma alla fine di cosa dobbiamo preoccuparci? Cari concittadini, questo scherzetto non durerà poi così tanto, appena 30 anni!
Giuseppe Matteo Amenta
sabato 14 novembre 2009
Il volantino distribuito al liceo scientifico Ettore Majorana stamattina, a favore della libertà di espressione e di associazione a scuola
Premesso che noi non siamo contrari all’idea che gli studenti creino le loro associazioni a scuola, e che esse facciano “politica” studentesca attivamente. Lo prevede un decreto ministeriale (e quindi la legge), ed è tra l’altro pratica comune in tutte le scuole d’Italia.
Premesso che al Liceo Ettore Majorana di Scordia esiste una di queste associazioni riconosciute dal Ministero: l’UDS (comunemente conosciuta da tutti come collettivo).
Noi non accettiamo l’idea che venga censurata la libertà di espressione e di associazione altrui, dietro l’ipocrita scusa che non si fa politica a scuola. Cio’ non è vero per l’UDS, sia nella teoria che nella pratica…
Nella teoria perché:
1) L’associazione UDS nasce dalla CGIL, che a sua volta nasce dal PC, e si ispira quindi ai suoi valori e alla sua visione del mondo. Poco importa se ha raggiunto l’autonomia economica ed organizzativa, le idee sono quelle.
2) Dire di essere antifascisti e anticlericali significa prendere una posizione politica! E perché non dire anche di essere anticomunisti? Sarà forse un caso che solo un partito in Italia è contemporaneamente sia non anticomunista che anticlericale? Di chi stiamo parlando? Di Rifondazione Comunista ovviamente!
Nella pratica perché:
1) Gli scioperi fatti al liceo, da 10 anni a questa parte, non hanno quasi mai avuto motivazioni di sindacalismo studentesco (laboratori che non funzionano, insegnanti che non fanno il loro lavoro, strutture scolastiche sporche, ecc…), ma motivazioni di carattere politico (proteste contro le varie riforme proposte dai governi, proteste contro la base americana di Sigonella, contro il precariato, contro il razzismo, ecc…).
2) Ogni sciopero del liceo, sempre da 10 anni a questa parte, viene fatto con le bandiere di Rifondazione Comunista.
3) Le manifestazioni vengono regolarmente strumentalizzate politicamente dallo stesso partito, leggete l’allegato come prova…
Noi comunque ribadiamo di non essere contrari che queste attività si svolgano, ma vogliamo che si abbia almeno il coraggio di ammetterne le finalità e il colore! E si abbia la maturità inoltre di accettare un confronto democratico con chi la pensa in maniera diversa. Vi piace vincere facile?!?!
Vogliamo chiudere questo volantino con una celebre frase di Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.”.
Premesso che al Liceo Ettore Majorana di Scordia esiste una di queste associazioni riconosciute dal Ministero: l’UDS (comunemente conosciuta da tutti come collettivo).
Noi non accettiamo l’idea che venga censurata la libertà di espressione e di associazione altrui, dietro l’ipocrita scusa che non si fa politica a scuola. Cio’ non è vero per l’UDS, sia nella teoria che nella pratica…
Nella teoria perché:
1) L’associazione UDS nasce dalla CGIL, che a sua volta nasce dal PC, e si ispira quindi ai suoi valori e alla sua visione del mondo. Poco importa se ha raggiunto l’autonomia economica ed organizzativa, le idee sono quelle.
2) Dire di essere antifascisti e anticlericali significa prendere una posizione politica! E perché non dire anche di essere anticomunisti? Sarà forse un caso che solo un partito in Italia è contemporaneamente sia non anticomunista che anticlericale? Di chi stiamo parlando? Di Rifondazione Comunista ovviamente!
Nella pratica perché:
1) Gli scioperi fatti al liceo, da 10 anni a questa parte, non hanno quasi mai avuto motivazioni di sindacalismo studentesco (laboratori che non funzionano, insegnanti che non fanno il loro lavoro, strutture scolastiche sporche, ecc…), ma motivazioni di carattere politico (proteste contro le varie riforme proposte dai governi, proteste contro la base americana di Sigonella, contro il precariato, contro il razzismo, ecc…).
2) Ogni sciopero del liceo, sempre da 10 anni a questa parte, viene fatto con le bandiere di Rifondazione Comunista.
3) Le manifestazioni vengono regolarmente strumentalizzate politicamente dallo stesso partito, leggete l’allegato come prova…
Noi comunque ribadiamo di non essere contrari che queste attività si svolgano, ma vogliamo che si abbia almeno il coraggio di ammetterne le finalità e il colore! E si abbia la maturità inoltre di accettare un confronto democratico con chi la pensa in maniera diversa. Vi piace vincere facile?!?!
Vogliamo chiudere questo volantino con una celebre frase di Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.”.
Giuseppe Matteo Amenta, Giordano Sottosanti, Morena Campo,
Giuseppe Ferraro, Riccardo Favara, Luca Torrisi, Tito Ruma.
Giuseppe Ferraro, Riccardo Favara, Luca Torrisi, Tito Ruma.
venerdì 2 ottobre 2009
Congresso di Azione Giovani - Giovane Italia, Scordia
Domenica 4 ottobre, ore 17:30, si terrà a Scordia presso la Chiesa del Cristo Redentore (la chiesa nuova vicino all'autosalone Caniglia), una confereza organizzata da Azione Giovani - Giovane Italia su tema: Gli Enti locali, i giovani e la politica, politica scolastica e universitaria. Al termine della conferenza seguirà il primo congresso di Azione Giovani - Giovane Italia di Scordia, con nomina del presidente. A seguire breve riunione del direttivo provinciale.
Giuseppe Matteo Amenta
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